
Il Consiglio dei Ministri ha deciso di non rinnovare il decreto Pisanu che mette un blocco alla libertà di navigare via WiFi nei locali pubblici in nome della sicurezza e dell'anti-terrorismo. Infatti proprio il giorno dopo l'attentato a Londra nel 2005, il decreto aveva imposto delle regole severe che obbligano gli internet point a chiedere l'autorizzazione alla questura e a chiunque volesse usufruire del WiFi di registrare la propria carta d'intentità.
Oggi il Ministro degli Interni Maroni ha dichiarato che tale decreto - in scadenza a Dicembre 2010 - non verrà rinnovato e quindi anche in Italia ci si potrà collegare liberamente dagli aeroporti, nei parchi, nei locali pubblici...
Ma ne siamo davvero sicuri?
Secondo l'esperto telematico Guido Scorza - come riportato dal Fatto Quotidiano - il discorso è diverso: "Quando Maroni dice che il decreto Pisanu non verrà più rinnovato dimentica che l’unico comma che aveva necessità di essere prorogato di anno in anno era il primo. Quello che obbliga gli Internet point a chiedere l’autorizzazione in questura. Gli altri punti della legge, quelli che parlano di identificazione sono “a tempo indeterminato. E per essere cancellati hanno bisogno di un abrogazione esplicita”.
Infatti si pensa che il Governo voglia registrare la SIM del telefono utilizzato per collegarsi sapendo che ogni SIM è a sua volta collegata ad una carta d'identità. E chi naviga senza sim attraverso notebook o tablet?
Staremo a vedere come procederà il dibattito in Parlamento nella speranza che la libertà di navigare su internet diventi un diritto di tutti, anche in Italia.
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